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Cultura ed Educazione

Il Piacere della cioccolata

Il titolo della locandina “Così parlò Montezuma” suona per l’ascoltatore come qualcosa di già noto, richiamando alla mente reminiscenze filosofiche. Eppure si tratta di tutt’altro: un incontro di divulgazione scientifica in campo nutrizionale sul cioccolato.

Con questa tematica è iniziato, a Rutigliano il 15 gennaio del 2019 nell’oratorio San Filippo Neri, il laboratorio di alimentazione e nutrizione animato dal Sottoscritto, esordiente Biologo Nutrizionista rutiglianese Dott. Marco Troisi.

L’idea nasce dal desiderio di riproporre gli argomenti scientifici senza rinunciare all’aspetto emotivo che seduce la ricerca e il consumo di alimenti piacevoli come il cioccolato. La trama degli argomenti è tessuta attorno al mistero che veste la figura del re azteco Montezuma. Quel nome, adattato in lingua italiana per facilitarne la pronuncia rispetto a ciò che doveva essere in lingua originale, significava “uomo triste”.

In seguito all’occupazione americana da parte dei conquistadores, viene facile collocare il re azteco tra gli aggirati sconfitti dalla Storia.  Ma oggi, sempre più spesso quando si vuole rendere vincente sul mercato un alimento (un po’ per questioni di marketing, un po’ come se fossimo in debito verso una cultura diversa) si sente quasi il bisogno di pensare che siano stati loro (gli Aztechi) i primi a consumarlo e ad averci tramandato l’arte di produrlo.




E a quel punto, riecco apparire l’etichetta “Cibo degli dei”: nome che dovrebbe spettare per diritto solo alla specie vegetale Theobroma cacao, ovvero la pianta dell’America Latina che frutta la carbosse bruna-rossastra contenente le fave di cacao.

L’incontro ha permesso di riscoprire il gusto amaro legato alla storia del cacao: una percezione assolutamente inscindibile dal sapore del cioccolato fondente.

Purtroppo alla parola “cioccolato”, nel mondo occidentale, il pensiero va a qualcosa di dolce, un peccato di gola, un alimento da concedersi raramente durante il dimagrimento e non senza qualche pentimento.

Invece, la storia del cioccolato ci insegna a cambiare prospettiva a suo riguardo.

Le ultime ricerche scientifiche permettono di recuperare il “vero oro” della civiltà azteca: non quello che deriva da una conquista violenta che non è disposta ad integrarsi con una cultura diversa dalla propria, ma quello che viene dalla valorizzazione del “diverso da noi” senza pregiudizi.

Infatti, in contrasto alle opinioni comuni, il cioccolato (purché fondente) migliora l’umore, aiuta a dimagrire, previene le malattie cardiovascolari e gli è stato persino attribuito un’azione antitumorale.

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