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Cultura ed Educazione

Se gli adulti leggessero

Luogo comune: i ragazzi non leggono.

Dati ISTAT dicembre 2018: in Italia la quota più alta di lettori si riscontra tra i ragazzi di 11-14 anni.

Il 12,7% è un lettore “forte”, ossia legge almeno un libro al mese.

L’abitudine alla lettura si acquisisce in famiglia. Tra i ragazzi di 11-14 anni legge l’80% di chi ha madre e padre lettori e solo il 39,8% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.

I dati sembrano suggerire questo: i ragazzi leggono se gli adulti di riferimento leggono.

E se gli adulti di riferimento non leggono, biblioteche e scuole devono farsi carico dei giovani aspiranti lettori e provare a invertire la rotta.




Come?

Il nodo per me non sta tanto nell’elaborazione di sofisticati progetti di promozione della lettura, quanto nella relazione adulto-ragazzo, nella formazione dell’adulto e nella sua conoscenza della Letteratura e dell’editoria per ragazzi.

Mi spiego.
Ho elaborato negli anni una pratica semplice ma nei risultati molto efficace.
A inizio anno scolastico non assegno libri da leggere.
Aspetto.

Aspetto che mi si palesi l’occasione per proporre a quel ragazzo la lettura di un testo che secondo me farebbe proprio al caso suo.

Aspetto che mi si offra l’occasione attraverso uno scambio di battute fra un’ora e l’altra, nei corridoi, o una domanda durante un’attività, o qualcosa di particolare scritta in un compito.

Aspetto che mi si palesino le paure, le aspirazioni, le piccole e grandi domande, le crepe, i sogni.
Poi mi presento in classe con quel libro per quel ragazzo.
Di solito funziona.

Anche ragazzi non avvezzi alla lettura scoprono che un libro può parlare di loro o può parlare proprio a loro; me ne chiedono altri, li comprano, ne parlano agli altri come esperienze uniche ed elettrizzanti.

Si innesca un circolo virtuoso che smentisce ogni luogo comune sulla frase “I ragazzi non leggono”.

Certo, a volte sbaglio. Il libro non colpisce, il momento non è opportuno, sottovaluto o sopravvaluto capacità di lettura o di interpretazione, i ragazzi rifiutano a priori, semplicemente non scatta nulla, ma ci ho provato. E spesso, molto spesso, funziona.

La mia esperienza di insegnante e di operatore culturale mi porta a pensare pertanto che è fondamentale per gli adulti a contatto con ragazzi la conoscenza della Letteratura per ragazzi e l’offerta di libri per ragazzi, oltre che la conoscenza dei ragazzi stessi.

Sembrerà una banalità, ma posso purtroppo testimoniare che la conoscenza di testi per ragazzi da parte di noi adulti (insegnanti in primis) è piuttosto scarsa, quando invece la disponibilità e l’offerta dell’editoria per ragazzi è sterminata, qualitativamente interessantissima e gode di ottima salute.

Del resto, i dati ISTAT confermano che i lettori nascono da altri lettori. E che molto dipende da quanto e da che cosa noi stessi (genitori, insegnanti, bibliotecari) leggiamo.

Se vogliamo crescere lettori appassionati e competenti, è fondamentale il lavoro che facciamo su noi stessi in quanto educatori.

Se vogliamo crescere lettori appassionati e competenti, è fondamentale che noi stessi leggiamo e che impariamo a proporre in modo appropriato quelle letture che pensiamo possano emozionare, affascinare, divertire, cambiare i ragazzi che incontriamo.

Un adulto che legge è un ragazzo che legge.

 

 

Per approfondire e reperire bibliografie di testi per ragazzi: www.libriamociascuola.it sezione link




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