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Acqua sorgente di vita e benessere

Nel corpo umano l’acqua rappresenta il 55-60% del peso corporeo di un adulto e circa il 75% del peso corporeo di un neonato.
In uno stato di gravidanza l’acqua totale presente nella madre aumenta in modo significativo interessando il compartimento extracellulare che è rappresentato sia dal liquido interstiziale ma soprattutto dal plasma. L’incremento si registra a partire dalla 7° settimana di gravidanza e si stabilizza intorno alla 30°. Anche la componente intracellulare, che verosimilmente riflette le modificazioni degli organi materni come mammella e utero, aumenta ma in modo più graduale con un picco nel terzo trimestre quando la succulenza dei tessuti è massima.
La dott.ssa Anna Maria Marconi, direttrice della Clinica Ostetrica Ginecologica dell’Ospedale San Paolo di Milano ricorda che: “Questo aumento progressivo dell’acqua corporea rende conto della graduale diminuzione dell’ematocrito cioè della percentuale del volume del sangue occupata dalle cellule (globuli rossi, bianchi e piastrine), che deve essere presente come testimonianza di un buon adattamento dell’organismo materno alla gravidanza”. L’ aumento dell’acqua corporea determina un aumento del volume plasmatico, indispensabile per determinare un incremento della gettata cardiaca e di riflesso un aumento del flusso ematico uterino con effetto finale sul neonato che risulterà normo cresciuto.
Per una donna in gravidanza l’importanza dell’assunzione di adeguati volumi di acqua giornalieri è funzione di diverse variabili che determinano effetti diretti sulla donna stessa ed indiretti sul feto. In particolare la disidratazione può causare mal di testa ed incrementare il senso di nausea, ma anche determinare un eccessivo gonfiore delle gambe e conseguentemente un generale senso di pesantezza. Sotto il più banale profilo estetico, l’assunzione di liquidi favorisce l’elasticità dei tessuti e quindi previene la comparsa delle smagliature. L’importanza dell’assunzione di acqua e calcio porta spesso alla scelta costretta di bere acque ricche di calcio e povere di sodio e nitrati. Il calcio è fondamentale per lo sviluppo scheletrico del bambino; nelle donne adulte il fabbisogno fisiologico è di 800 mg al giorno mentre nelle donne in gravidanza aumenta di 400 mg per un totale di 1200 mg al giorno. È importante ricordare che per un assorbimento ottimale del calcio è necessaria vitamina D, che viene prodotta dalla pelle e attivata dall’esposizione alla luce del sole.

Future mamme siate idratate ed anche abbronzate!

Benefici dell’assunzione di acqua durante l’allattamento

Per quanto riguarda il periodo dell’allattamento viene raccomandato alle mamme di bere almeno un bicchiered’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata,poiché nelle sei settimane dopo il parto la massa grassa aumenta del 10% circa. Questa è la principale causa della ritenzione di peso dopo la gravidanza; l’acqua totale al contrario, diminuisce significativamente ed è quindi la principale responsabile della riduzione del peso corporeo post parto.

Benefici per tutti gli esseri umani

Sia per le mamme che per i loro bambini, e in generale per tutti gli esseri umani, l’acqua presente nell’organismo è indispensabile per la regolazione della temperatura corporea, per lo svolgimento di reazioni metaboliche/anaboliche, per l’eliminazione di minerali e sostanze organiche. Importantissimo ruolo è svolto anche nella digestione, nell’assorbimento e trasporto dei nutrienti. L’omeostasi dei fluidi corporei mira soprattutto a preservare volume e osmolarità raggiungendo un equilibrio tra entrate (bevande, alimenti) e uscite (urine, feci, cute, respirazione). Il controllo della sensazione di sete è gestito da due distinti circuiti cerebrali – uno che la scatena e uno che la sopprime – situati all’interno dell’ipotalamo, nei cosiddetti organi circumventricolari. È importante anticipare la sensazione di sete al fine di prevenire lo stato di disidratazione.




In condizioni normali le perdite giornaliere di acqua nell’individuo adulto si aggirano intorno al 3-4% del peso corporeo (2-2,5 litri). È importante ricordare che queste perdite sono tanto più elevate quanto più l’individuo è di giovane età, con un picco nei primi mesi di vita, durante i quali raggiungono il 15% del peso corporeo. Di conseguenza i bambini sono un gruppo della popolazione particolarmente esposto al rischio disidratazione.

Il fabbisogno minimo di acqua per un individuo si definisce come la quantità d’acqua che garantisce l’equilibrio con le perdite, previene gli effetti negativi della disidratazione (in termini di alterazioni metaboliche e funzionali) e allo stesso tempo garantisce l’eliminazione del carico renale dei soluti (G. Zocchi et al., 2015). Il fabbisogno di acqua per i bambini corrisponde a circa 1,5 mL/kcal/giorno (M. Campanile et al., 2015). Le donne dovrebbero aumentare la loro assunzione di acqua totale per un extra di 300 ml/giorno durante la gravidanza e 700 ml/giorno durante l’allattamento.

L’acqua si può sostituire con altre bevande?

L’acqua è presente naturalmente in molti alimenti alla base della dieta mediterranea, quali latte, frutta, verdura. Bere acqua o altre bevande non è la stessa cosa: aranciate, bibite a base di “cola”, succhi di frutta, caffè, tisane, tè oltre a fornire acqua apportano anche atre sostanze che contengono calorie (ad esempio zuccheri) o che sono farmacologicamente attive (esempio caffeina). Tutte queste bevande vanno bevute con moderazione: l’acqua è insostituibile.

Molti falsi miti esistono in merito al consumo dell’acqua e molti di questi sono fomentati dalle grandi industrie produttrici di acque minerali. Un interessante approfondimento viene proposto da alcuni biologi italiani in un articolo edito di recente dal titolo “ Acqua: un nutriente essenziale che non ha bisogno di moderazione” (P. Pecoraro et al., 2016):

1. Bere durante i pasti gonfia?

La pesantezza che si accusa dopo i pasti è dovuta soprattutto a ciò che si mangia. L’acqua aiuta invece la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. L’acqua in eccesso viene rapidamente espulsa con le urine. Non è pertanto vero che l’acqua va necessariamente bevuta lontano dai pasti.

2. Il calcio presente l’acqua fa venire i calcoli?

Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione di calcoli. Le persone predisposte alla formazione di calcoli devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata.

3. Come si sceglie l’acqua minerale?

Tutte le acqua minerali si equivalgono. Non è vero che le acque oligominerali sono migliori di quelle mineralizzate. Mantenere la linea e “curare la cellulite” non dipendono dal tipo di acqua che ingeriamo. Non c’è un’acqua che elimina l’acqua, tutte le acque sono diuretiche. È invece vero che i sali contenuti nelle acque minerali contribuiscono ad eliminare quelli in eccesso nell’organismo. Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare esclusivamente acque oligominerali, ma bisognerebbe alternare con quelle più ricche di minerali.

4. L’acqua gassata gonfia?

Né l’acqua naturalmente gassata né quella addizionata con gas creano problemi alla nostra salute. La presenza di anidride carbonica nella bottiglia migliora la conservabilità del prodotto. Solo quando è molto gassata, l’acqua può creare problemi nelle persone che già soffrono di disturbi gastrici/intestinali (gastriti, reflusso, ernia iatale).

5. Si può bere l’acqua del rubinetto?

L’acqua del rubinetto è sicura poiché sottoposta ad una serie di controlli microbiologici e normative igieniche. A volte può capitare di avvertire un fastidioso sapore di cloro; ciò può accadere perché viene aggiunto cloro per abbassare la quantità di batteri patogeni che vivono naturalmente nell’acqua. Se è molto clorata, basta lasciare l’acqua per alcuni minuti all’aria in una brocca e il sapore di cloro diventerà subito meno evidente.




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