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Salute

L’alimentazione durante l’allattamento al seno

L’allattamento al seno è riconosciuto nel mondo scientifico, come il metodo migliore per nutrire il neonato durante i primi sei mesi di vita, apportando tanti vantaggi e benefici sia al bambino che alla madre, tali che l’OMS afferma che la durata dell’allattamento deve estendersi, con le dovute integrazioni degli alimenti solidi, fino al secondo anno di vita.

La quantità e la composizione del latte materno sono influenzati dall’ alimentazione e dallo stato nutrizionale della mamma; inoltre la produzione del latte comporta un aumento generalizzato di tutti i fabbisogni nutrizionali materni, un aumento superiore a quello che si verifica durante la gravidanza.

Per questo motivo, l’alimentazione materna dovrà soddisfare questi fabbisogni ed evitare che la produzione di un latte idoneo al bambino avvenga a spese delle riserve energetiche materne.

 

Raccomandazioni nutrizionali

Durante i primi sei mesi di allattamento esclusivo al seno, una nutrice deve supplementare il suo fabbisogno energetico di circa 450 – 560 Kcal al giorno; questo perché, in base ad alcuni dati teorici, si stima che la produzione media giornaliera di latte materno sia pari a 750-800 Kcal/die e che il valore energetico del latte materno sia di 65-70 Kcal/100 ml. Nel caso di integrazioni con altri prodotti alimentari, i fabbisogni materni saranno minori e andranno valutati in maniera personalizzata.
Anche per le donne obese o in sovrappeso è preferibile un aumento più modesto dell’apporto energetico supplementare giornaliero. In ogni caso bisogna evitare che durante l’allattamento la madre vada incontro ad una diminuzione del peso troppo rapida, l’indicazione generale è quella di perdere circa 0,5 Kg al mese.

Dal punto di vista nutrizionale, la nutrice deve incrementare, rispetto al fabbisogno energetico pre-gravidico, l’apporto proteico di circa 17 g al giorno e l’apporto di carboidrati di circa 160-210 g al giorno, mentre la qualità e la quantità degli acidi grassi contenuti nel latte dipendono strettamente dalla dieta materna, per questo la nutrice deve assumere adeguate quantità di acidi grassi essenziali che sono fondamentali per lo sviluppo delle strutture cerebrali e retiniche del neonato.

L’allattamento comporta anche l’aumento della richiesta di vitamine e sali minerali ma un alimentazione ricca e variata è sufficiente a soddisfare questi fabbisogni. Anche l’integrazione dell’acqua è molto importante durante l’allattamento; considerando che il latte materno è costituito per l’87% da acqua e che le perdite giornaliere da compensare ammontano a circa 650-700 ml/die da aggiungere alle necessità normali, la nutrice può ricavare una parte dei fluidi di cui necessita, oltre che dall’acqua anche da alimenti fluidi e semi-fluidi ( es. brodo vegetale).

Raccomandazioni dietetico-comportamentali

Una dieta ricca e variata ci permette di soddisfare il fabbisogno energetico di una nutrice. Tra i gruppi di alimenti da considerare, andranno privilegiati latte e derivati ( è consigliabile assumere 4-5 porzioni al giorno, privilegiando i formaggi magri), il pesce per l’apporto degli acidi grassi omega 3 (sardine, tonno, aringhe, sgombro, salmone, ecc.), l’olio di oliva, i legumi ed infine la frutta e la verdura di stagione.

Gli alimenti che devono essere consumati con molta moderazione sono l’alcool e la caffeina poiché entrambi passano nel latte materno. Un eccesso di caffeina provoca nel lattante irritabilità e insonnia, mentre quantità modeste non producono alcun effetto; per tale motivo la nutrice può assumere fino a 2-3 caffè o tè al giorno ma, al contempo, deve controllare il consumo di cioccolato e di altre bevande contente la caffeina.

I superalcolici sono tassativamente vietati mentre il vino, purchè a bassa gradazione alcolica, potrà essere consumato saltuariamente ed esclusivamente ai pasti ma in quantità non superiore ad un bicchiere.  Le stesse raccomandazioni sono valide per la birra che, contrariamente a quanto sostenevano i detti popolari, non ha nessun ruolo nel favorire la produzione lattea; al contrario, oltre all’alcool può cedere al latte materno sostanze amaricanti che gli conferiscono un sapore sgradevole per il lattante.

Gli alimenti da evitare 

Tra gli alimenti da evitare o moderare proprio per la loro influenza negativa sul sapore del latte, oltre alla birra vanno citati: asparagi, cavoli, cipolle, aglio, mandorle amare, peperoni, e certi tipi di spezie. Inoltre alcuni cibi sono ricchi di sostanze vasoattive in grado di scatenare nel lattante reazioni allergiche : formaggi fermentati, crostacei, molluschi, mitili, cacao e cioccolato,, fragole, ciliegie, pesche, albicocche.

Ulteriori precauzioni dovranno essere adottate nel caso che il bambino sia ad alto rischio di allergia (ossia neonati con una storia familiare di allergia), in questo caso, la nutrice deve eliminare dalla propria dieta arachidi e frutta secca oleosa e secondo alcuni autori andrebbero eliminati anche latte vaccino, uova e pesce.

 

– Eugenio Del Toma et al., “Prevenzione e terapia dietetica”(2005), Il pensiero Scientifico Editore, Cap 12, pag.142-145

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